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La teoria di Umberto

quinta puntata

UN CURIOSO BAGAGLIO














  
 

Il martedì seguente pioveva. A quell'ora del mattino i gerani sul davanzale, dietro i vetri gocciolanti, parevano afflitti, contratti, non erano più né rigogliosi, né sfavillanti.
Stavano facendo colazione e sembravano soddisfatti delle focaccette rustiche che Mariella aveva preparato la sera precedente. Lei pensò che Umberto sarebbe tornato a parlare del suo problema prediletto, invece in quella deprimente mattina autunnale il tempo cattivo gli gravò sull'umore. Può darsi che fosse il tempo umido a innervosirlo, o un commento travisato lo avesse infastidito, eccitandolo, in ogni caso qualcosa di straordinario alterò il suo comportamento solitamente tranquillo, divenne provocatorio. Cosparse mezza focaccina con un velo di confettura e si applicò a quell'operazione con un impegno sproporzionato, ma poi non la mangiò, la tenne sollevata tra due dita e iniziò a ragionare in modo stravagante. Si mostrò afflitto, ma era facile capire che fingeva un'ipocrita rassegnazione. Si protese verso Mariella con soffice sarcasmo, sporgendo la bocca e soffiando per stuzzicarla. Quale inesplicabile processo interiore lo avesse trascinato a provocare sua moglie, mentre lei osservava incuriosita la meticolosa preparazione della focaccetta, era impossibile saperlo. Umberto guardò la focaccina come fosse stata un'opera d'arte, e sentenziò: - Le donne sono molto più pratiche e più costruttive degli uomini. Sono previdenti per necessità. Fin dall'età della pietra hanno dovuto difendere la progenie. Quando il bruto tornava dalla battuta di caccia stanco e affamato, e buttava la selvaggina per terra, in mezzo alla caverna, lo stolto l'avrebbe divorata tutta, subito. La donna allora si affrettava a conservarne una parte per i figli, ne tagliava dei pezzi per nasconderli in qualche recesso della spelonca. Questa modestissima considerazione spiega perché le donne siano generalmente parsimoniose, esigenti, caparbie, e . intrattabili. Dimostra perché sia necessario sopportare le loro ancestrali manie e incomprensibili pretese. Rifletti su ciò che dico: malgrado ogni buona relazione possa esistere tra coniugi, o almeno un normale rapporto, col passare del tempo peggiorerà, diventerà inevitabilmente problematico, questa sorte è ampiamente dimostrata da infinite interviste, e statistiche di separazioni. Sebbene sia una metamorfosi praticamente comune, io riesco ancora a conservarmi amabile, cortese, comprensivo. Ti sopporto dolcemente, grazie alla mia teoria benefica. Quindi se adesso racconterò storie poco interessanti, considererò apprezzabile la tua disponibilità ad ascoltarmi. E ancora più insolito, anzi straordinario, sarà l'interesse che mostrerai nell'ascoltare qualcosa della mia teoria -.
Mariella stava per ricambiare l'inattesa provocazione, ma lui le fece segno di fermarsi. Se lei accettava una tregua, e prima di assalirlo resisteva ancora, e magari beveva un po' di tè, ne ricavavano entrambi un beneficio. Le lanciò un bacio.
- Mia cara ti chiedo un altro poco di pazienza, vorrei descriverti la mia ispirazione, il pensiero che ho elaborato e definisco: "Teoria dei Crediti" -.
Sorseggiò pochi sorsi di tè per decidere se ridurre i concetti, osservò Mariella e rimase sorpreso, invece di essere annoiata, lei lo ascoltava attenta.
- È una concezione, che giudicherai folle, ma allora fu altrettanto folle chi volle raggiungere il levante navigando per il ponente; e se accettiamo che la follia a volte possa essere costruttiva, perfino responsabile, non dovresti respingere le tradizioni dei primitivi. A proposito di primitivi ecco una postilla divertente: ricordo di aver letto di uno sciamano siberiano che comunicava con gli antenati legato a una corda. La fune tra le mani di un robusto assistente gli assicurava una salda connessione col mondo concreto. Evitava, nel caso di una trance troppo prolungata, che si perdesse nel mondo impalpabile degli spiriti -.
Osservò Mariella, pareva interessata e quindi proseguì compiaciuto.
- Se accoglierai la mia teoria, essa ti offrirà un'interpretazione dell'esistenza, ti aiuterà a dare un senso alla vita, perché afferma che non ci si affanna a scrivere, a dipingere, a comporre musica, a creare poesie, a ideare drammi, a recitare, per il già investigato istinto di potenza o "volontà di potenza"; ma per differenziarci dal rozzo animale che convive in noi. Essa ci prepara a un salto di qualità. Applicandoci a un'attività intellettuale, o facendo delle azioni caritatevoli, ci solleviamo da una corporeità indistinta, e capitalizziamo crediti -.
- Mia cara, non ci si sbrana in politica, nel mondo dello spettacolo, dello sport, del commercio, solo per assecondare l'incancellabile volontà di potenza. Ma ci si impegna anche per ottenere crediti, crediti paragonabili a quelli scolastici, usufruibili nell'Aldilà. Rappresentano il solo bagaglio che ci porteremo nell'oltretomba -.
- Che strano bagaglio -, commentò Mariella dolcemente ironica.
- Insomma l'imperativo naturale detto "volontà di potenza", è più associato agli atteggiamenti che diciamo di assalto, di sopraffazione, discriminazione, indottrinazione, civilizzazione, che a tendenze estetiche. Ecco un esempio caratteristico: la smania, l'ambizione, che consuma tanti subalterni che brigano per arrivare ai gradi superiori di un ministero, di un'azienda, della gerarchia militare, è la classica volontà di potenza. Nel passato quest'impulso era sbandierato nei tornei cavallereschi, nei duelli, negli assedi feudali. Oggi da questa animalesca energia continuano a uscire violenti contrasti politici, attacchi terroristici, strutture criminali, guerre tecnologiche e via dicendo. Tutti casi diversi tra cui possiamo includere il bullismo scolastico, e l'opera di famosi riformatori religiosi: da Savonarola a Lutero e altri benefattori dell'umanità -.
Le nuvole tornarono a coprire il sole e i coniugi si trovarono di nuovo nell'atmosfera grigia precedente, quando alle sette avevano iniziato a godersi il loro tè confortante.
Umberto estrasse una sigaretta da un astuccio in cui ne conservava alcune, e l'accese. Un gesto che compiva raramente perché da tempo aveva smesso di fumare. Se accendeva una sigaretta rivelava che era colpito da un'emozione.
Schiarì la gola, dimenticò la sigaretta su un piattino, e continuò osservando Mariella da sopra il bordo della tazza: - La teoria che ho elaborato è una teoria ancora sconosciuta, che sarà apprezzata tra cent'anni, ma infine avrà il . credito che merita. L'ho definita "Teoria dei crediti" -, dichiarò orgoglioso, un po' beffardo, prendendo in giro sé stesso, per una spontanea precauzione scaramantica. L'incorreggibile Umberto, sogghignava soddisfatto, osservando la perplessità di Mariella; Mariella lo guardava meravigliata, e lui capiva che era incapace di comprenderlo.



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Piero Angelucci - abarcheo@inwind.it - giugno 2019



 
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