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UN PORTICO ALLE PENDICI DEL PALATINO

Isella Pagliantini abarcheo@inwind.it





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Fig. 1 - Porticus Triumphalis

Fare una passeggiata nel tratto di strada che va da P.za S.Maria in Cosmedin fino alla scalinata del Campidoglio è come fare un salto all'indietro di oltre duemila anni. A parer mio, forse è proprio questo aspetto che rende questa parte di Roma una delle più affascinanti. Si va dai resti dell'area Sacra di S.Omobono che, come sanno gli studiosi del luogo, presenta varie stratificazioni oltre a ritrovamenti ceramici greci che ci portano addirittura a prima della fondazione di Roma, fino a reperti di epoca repubblicana, domizianea, augustana, ecc. Ma non è questo il motivo che mi ha spinto a consigliare una passeggiata in questa zona così nota e familiare a tutti i romani. La mia attenzione è stata attratta da un piccolo portico che, a prima vista, per la sua posizione, appare come isolato dal contesto circostante. E' in Via del Teatro di Marcello, proprio all'angolo con il Vico Jugario. Si trova, perciò, nell'angolo meridionale del Campidoglio a pochi metri di distanza dall'Area Sacra di S. Omobono che comprende i due templi di Fortuna e di Mater Matuta. E' un portichetto formato da due serie parallele di arcate a tutto sesto con semicolonne tuscaniche verso l'esterno e paraste verso l'interno e coperto con tetto. I pilastri che lo formano sono in peperino. Lo si fa risalire al periodo tardo-repubblicano. Alla sua sinistra, in direzione Nord, si nota una struttura analoga in travertino che appare come il suo prolungamento. Questo portichetto, probabilmente, continuava fino ai templi di Apollo Sosiano e di Bellona che si trovano nell'area archeologica situata di fronte al Teatro di Marcello. La prova è che lungo i lati destro e posteriore del Tempio di Bellona è ancora visibile un tratto di portico identico per caratteristiche tecniche e per dimensioni, il quale poggia su un pavimento in lastre di travertino. I pilastri che lo formano sono parte in peperino e parte in laterizio rivestito di stucco per simulare le scanalature delle colonne e le modanature. Probabilmente aveva inizio nei pressi del Portico d'Ottavia e l'altezza massima non superava i sette metri. Fra le ipotesi fatte per spiegare la sua identità, la più probabile è quella che lo identifica con la Porticus Triumphalis che sappiamo trovarsi lungo il percorso dei cortei, tra il Circo Flaminio e la Porta Triumphalis. Al centro dell'Area Sacra dei due templi di Fortuna e Mater Matuta si sono tovate tracce di un doppio arco quadrifronte nel quale si è orientati a riconoscere proprio la Porta Triumphalis, così chiamata perchè attraverso di essa passavano i cortei dei trionfatori che entravano in città dando così inizio alla cerimonia del Trionfo. La grande vicinanza al portichetto, si tratta di pochi metri, e la direzione che viene mantenuta sembrano avvalorare l'ipotesi che vede in esso la Porticus Triumphalis. In seguito, in età domizianea in particolare, esso ha subito dei rifacimenti e questo coincide con quelli effettuati nello stesso periodo nell'area sacra di S. Omobono. Una volta di più, come avviene sempre a Roma, "i sassi" raccontano a chi li ascolta con passione la loro storia che è poi anche la nostra.


Isella Pagliantini - abarcheo@inwind.it


 
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