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QUANDO SALTANO I NERVI
Un gioco di rinvii ironici tra età antica e contemporanea suscitati dal famoso testo “De re militari” di Vegezio.










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Quando saltano i nervi; quando vengono meno i nervi”, sono frasi che esprimono uno stato di stress. Logicamente pensiamo a situazioni al limite. Tanto per fare un esempio, immaginiamo qualcuno bloccato in un inestricabile ingorgo. è diretto ad un appuntamento importantissimo ed è già in ritardo, si può certo ammettere che gli saltino i nervi. Oppure figuratevi un bambino che piange e urla perché una mano gli è rimasta incastrata in un distributore di merendine. la madre a un certo punto perderà la calma, darà in escandescenze. Sono stress del nostro tempo, causati da macchine moderne, perciò quando scoprirete a cosa si riferisce la frase suddetta, e a chi vengono meno i nervi, resterete sorpresi. Norcia. Questa cittadina mi è molto cara; ne sono perfino stregato, per via dell’origine nursina della mia famiglia paterna, e delle storie sentite da bambino. Quando ho letto di una nuova compagnia di balestrieri laggiù istituita, me ne sono rallegrato, ha provocato in me un sussulto d’eccitazione. Per farvi partecipi della suggestione storica scelgo dal sito www.vetustanursia.com, alcuni brani che descrivono l’interessante iniziativa.

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…Quest'amore per gli antichi odori delle pietre nursine si è concretizzato nella costituzione di una compagnia, nuova nelle forze e vecchia nelle vicende e nei costumi che intendeva rievocare: la Compagnia dei Balestrieri. … Storicamente il balestriere rappresentava la figura difensiva di spicco dei castelli, dagli attacchi degli invasori, siano stati essi in cerca di terre da conquistare o, semplicemente, da saccheggiare. … Con il passare degli anni questa famiglia in abiti medievali è andata allargandosi, abbracciando addirittura la sfera femminile, perché non si possono porre limiti alla passione per un'attività, specie se ha origini così radicate e tanto profondamente affascinanti“. Proprio quest’ultimo passo ha provocato in me l’entusiasmo, e subito dopo per associazione d’idee, una riflessione ironica o burlesca che dir si voglia, mi ha attraversato la mente: quante donne faranno parte della Compagnia? Perché mai questa curiosità? Il breve capitolo che segue, tratto da “L’Arte della Guerra” di Vegezio, tradotto in volgare e stampato nel 1500 al tempo in cui i consigli di Vegezio erano ancora accettati, potrà rendere comprensibile il mio singolare interesse.

Fig. 1 - Balestrieri

Cap. IX - Quel che si debba fare quando mancano i nervi

Bisogna anchor a ingegnarsi d’havere abbondanza di nervi perciochè gli asini salvatici, o le balestre, o altri simili tormenti non vaglion nulla se non si legano con le funi, et co nervi, et non di meno quando ve ne mancano, dicono che le code, et i crini de cavalli son buoni per far le corde delle balestre et è cosa verissima che i capelli delle Donne no’ sono manco utili (non sono meno utili) per simili stromenti, per l’esperienza già fatta in quella grandissima necessità de Romani. Percioché nell’assedio del Campidoglio essendosi col lungo e continuo tirare logorati i nervi di tutti i tormenti, le donne tagliatisi i capelli li portarono a lor mariti, che combattevano. Quali racconciate le machine, ributtarono a dietro la furia de nimici. Queste castissime donne vollero più tosto vivere in libertà insieme co’lor mariti, tenendo per qualche tempo privato il capo del suo bel naturale ornamento, che dimorare in servitù co’nimici, con tutte le lor bellezze intere. Ecco, ora sapete le situazioni che potevano capitare, come andavano le cose a quei tempi, e a quali espedienti erano capaci di ricorrere. L’unica cosa che non pare possibile è una reazione simile a quella che mostrarono le donne romane in quella circostanza, la loro eroica disponibilità all’urgenza della difesa. Mi pare di poter sostenere che le donne d’oggi non si presterebbero alla bisogna, non perché siano meno “castissime” (interpretiamo giudiziose), bensì per il fatto che nel corso dei secoli si sono fatte furbe, molto più furbe delle patriottiche antiche romane, e certamente troverebbero il modo di negoziare con “li nimici” senza doversi privare dei loro bei capelli che tante spese richiesero per le cure del coiffeur. Si dirà che questa mia beffarda nota è un commento maschilista; accetto la critica, ma allo stesso tempo affermo che non vedo in giro da molto tempo una Cornelia paragonabile alla madre dei Gracchi.

Fig. 2 - Vegezio

Per chi non lo sapesse, Vegezio fu uno scrittore latino. Il suo libro famosissimo “De re militari”, sebbene composto tra la metà del IV e l’inizio del V secolo d.C., ci offre un quadro fondamentale di ciò che fu l’esercito romano, della sua organizzazione e dei modi di condurre la guerra quando quel poderoso dispositivo cuore dell’espansione romana era nel pieno della sua efficienza. Attuale ancora nel 1500, fu un importante riferimento per Machiavelli e facilitava anche a quel tempo la formazione del soldato e l’ amministrazione delle campagne militari nei tempestosi anni dell’età di mezzo. Un’ultima segnalazione. In Italia sono molte le città che vantano compagnie di balestrieri e tornei. Per citarne alcune: Gubbio, Massa Marittima, San Marino, Sansepolcro, Pisa, Assisi, Gualdo Tadino, Ventimiglia, Lucca, Volterra, e altre ancora. Alcune di queste città hanno musei delle armi antiche che vale la pena visitare perché davvero interessanti.



Piero Angelucci - abarcheo@inwind.it


 
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