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NECROPOLI DELLA VIA TRIUMPHALIS - Città del Vaticano

Isella Pagliantini - abarcheo@inwind.it







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Fig. 1 - Necropoli Via Triumphalis

Cosa non manca a Roma, "archeologicamente" parlando? C'è di tutto: archi trionfali, anfiteatri, basiliche, fori...l'elenco sarebbe lunghissimo. Questo comporta, per noi romani, quasi un' "abitudine" alle splendide cose che ci circondano. Sembra quasi che nulla possa più stupirci. Eppure non è così. A tutte le meraviglie di cui è ricca la nostra città, si è aggiunta, da poco tempo, una vera rarità anzi un unicum. Mi riferisco alla Necropoli della Via Triumphalis che è stata recentemente aperta al pubblico.
Il primo settore è venuto alla luce durante gli scavi per la costruzione dell'autoparco all'interno della Città del Vaticano effettuati negli anni Cinquanta. Nel 2003 è stato scoperto il secondo settore chiamato "Necropoli di S. Rosa" dal nome della piazza soprastante che può essere considerato la prosecuzione di quella dell'Autoparco. Sono state portate alla luce più di 250 sepolture e 40 edifici sepolcrali che vanno dalla fine del I sec. a.C. fino agli inizi del IV d.C. (tra il 23 a.C. e il 337 d.C.) cioè da Augusto a Costantino e sono disposte su una superficie di 500 mq.
Le tipologie sepolcrali presenti nella necropoli sono varie e si possono definire in base al rito: tombe a camera, sepolture in cappuccina o fossa semplice, sepolture in olla o anfora. Il tipo di rito è fondamentale per la datazione delle tombe: quelle a cremazione risalgono al I sec. d.C.; a rito misto (cremazione + inumazione) al II d.C.; a sola inumazione al III-IV sec. d.C.    continua...

TOMBE A CAMERA
Sono sepolcri familiari "costruiti". Hanno una copertura con volta a botte, spesso presentano pavimenti in mosaico e sono ornati da affreschi. Appartengono a un'utenza media formata da liberti e da schiavi imperiali, oltre a famiglie abbienti che le hanno fatte costruire sul bordo della strada per esibire ai passanti il loro prestigio e la loro ricchezza. In queste tombe l'articolazione interna delle pareti cambia a seconda del rito seguito: a) cremazione; b) cremazione + inumazione; c) sola inumazione. Tipo a): Le tombe a camera hanno alle pareti nicchie per le urne cinerarie ("colombari"). Tipo b) Le pareti oltre ad avere alle pareti nicchie per le urne cinerarie, hanno dei sarcofagi sotto gli arcosoli a dimostrazione che, con il passare del tempo e con l'affermarsi del cristianesimo, si sono avuti all'interno della stessa tomba diversi tipi di sepoltura: cremazione e inumazione. Quest'ultima diventava sempre più frequente ma richiedeva molto spazio. Per questo all'interno di alcune tombe del Tipo c), nel sottopavimento lungo le pareti, venivano seppelliti i defunti uno sopra l'altro, separati da lastre di terracotta. Il pavimento, a volte con mosaico a tessere bianche e nere, non arrivava fino alle pareti della tomba stessa ma lasciava libero uno spazio davanti alle tre pareti (nella quarta c'era la porta) per permettere la rimozione di queste lastre, la sepoltura di un nuovo corpo e l'aggiunta di un'altra lastra di copertura. Per ogni parete si potevano avere anche otto o più corpi a seconda della profondità della fossa scavata sotto il pavimento. In alcune tombe si sono trovati fino a quaranta corpi. Talvolta si faceva a meno di queste lastre divisorie. I defunti erano avvolti da un lenzuolo, sovrapposti ai precedenti e c'era un'unica copertura esterna.
Nelle tombe a camera, vista la destinazione famigliare, non venivano poste, sotto le nicchie per le urne cinerarie, le lastrine di marmo con il nome del defunto perchè non se ne avvertiva la necessità in quanto i proprietari sapevano chi vi era sepolto e, comunque, fuori della tomba c'era sempre un'iscrizione con il nome della famiglia proprietaria, il mestiere e l'indicazione di chi, oltre al proprietario, poteva usufruirne. In questa necropoli ci sono anche tombe contenenti sepolture di defunti non appartenenti alla famiglia che ne era originariamente proprietaria. Probabilmente, nel tempo, scomparsi tutti gli eredi, altri se ne erano impossessati. C'è una piccola tomba a camera con copertura a botte. E' interessante notare che nel terreno, sul davanti e ai lati, presenta delle lastre di terracotta poste in verticale ed accostate accuratamente le une alle altre. Lo scopo era quello di proteggere l'ingresso dall'acqua piovana che, essendo la tomba costruita sul pendio del colle, sarebbe sicuramente penetrata all'interno, come un piccolo torrente.

SEPOLTURE IN CAPPUCCINA O FOSSA SEMPLICE
Si tratta di sepolture individuali che potevano essere a cremazione o a inumazione. L'urna cineraria o il corpo, erano sepolti semplicemente nel terreno e coperti da lastre di terracotta ("cappuccine") disposte una contro l'altra a formare un tetto. Talvolta, si utilizzava la parete esterna di una tomba in laterizio contro la quale veniva appoggiata una lastra di terracotta evitando, così, di utilizzarne un'altra per formare lo spiovente del tetto.

SEPOLTURE IN OLLA O ANFORA
Questo tipo di sepoltura è utilizzato esclusivamente per il rito a cremazione. E' interessante notare che, talvolta, le ceneri non erano contenute nelle olle, come siamo abituati a vedere, ma venivano poste dentro piccole anfore ansate delle quali usciva dal terreno l'orlo dell'imboccatura per facilitare la libagione cultuale. Sia le sepolture in cappuccina che quelle in olla o anfora potevano essere contrassegnate da stele e are poste in superficie recanti iscrizioni con i dati biometrici del defunto, il nome e l'attività. Alcune stele erano infilate in un basamento poggiato sul terreno e fornito di una fessura della stessa dimensione della lastra di marmo. Ci sono anche sepolture anonime perchè i parenti non potevano permettersi l'acquisto di un signacolo. In questo caso si tratta di un'utenza bassa.
Sono numerosi anche gli scheletri ancora giacenti nelle loro fosse.
Sono ben visibili i tubuli che fuoriescono dal terreno e che erano utilizzati per le libagioni in onore del defunto. Erano connessi a sepolture individuali o posti nei pavimenti dei sepolcri "costruiti" famigliari ma, spesso, erano l'unico contrassegno delle sepolture più povere.
E' interessante notare come, attraverso queste sepolture, risalti la differenza sociale tra i defunti. La società romana è rappresentata dalle classi più agiate a quelle più umili.
Fig. 2 - Necropoli Via Triumphalis
La necropoli si estende sull'antico Colle Vaticano e costeggia la vecchia Via Triumphalis che collegava Roma con Veio, passando per Monte Mario ed era percorsa dai cortei dei generali vincitori. Si trovava, perciò, nel territorio extraurbano della città di Roma in ossequio all'uso dell'epoca che proibiva di seppellire i defunti all'interno della cinta urbana. A conferma di ciò, sono moltissime le tombe ritrovate lungo le grandi vie consolari.
L'importanza di questo ritrovamento è dovuta al fatto che le sepolture, piccole e grandi, si trovano ancora nel sito originario e questo ci permette di osservare la stessa immagine che si presentava agli occhi dei viandanti dell'epoca. Sono rimaste intatte, con i loro corredi funerari, a causa di una frana che si è verificata intorno al 150 d.C. e che, facendo crollare la parte alta del Colle, ha ricoperto il terreno sottostante con tutto ciò che vi si trovava conservandolo perfetto fino ad oggi. Hanno grande interesse per la conoscenza della vita dell'epoca, le lastre, i cippi e le stele, spesso aventi iscrizioni che indicano il luogo di origine del defunto o il mestiere esercitato (ad es.: l'iscrizione di Optato liberto di Nerone Claudio Cesare Augusto che era "Tabularius a patrimonio" ossia "Archivista addetto alla cassa", e quella di Alcimus, servo di Nerone e "custos de theatro pompeiano de scaena" ovvero "addetto alla manutenzione della scena del teatro di Pompeo" che è stato raffigurato vestito con la tunica e circondato dagli strumenti utilizzati dal capomastro), nonchè i corredi tombali costituiti per la maggior parte dai cosiddetti "oboli di Caronte" ossia da monete che servivano a pagare il passaggio al regno dei morti. Sono state rinvenute anche diverse lucerne e recipienti che erano collegati alle visite alla tomba da parte dei parenti.
Ci si rende conto anche dell'aspetto che aveva il Colle Vaticano in quell'epoca, con il suo pendio, in alcuni punti molto scosceso, per cui le sepolture erano disposte su più livelli e sfruttavano ogni spazio disponibile. Attualmente la necropoli si può ammirare da passerelle sospese che corrono a poca distanza dai sepolcri e sono state costruite seguendo le più nuove tecnologie. Alcune tombe sono sovrapposte ad altre preesistenti. Infatti, in seguito allo scavo, sono apparse porte che invece di aprirsi su spazi che, in origine, permettevano di accedere all'interno, sono ora chiuse da muri appartenenti alle fondazioni della tomba costruita sopra. Ne deriva uno spaccato della necropoli nei secoli.
Assolutamente affascinanti sono alcuni sarcofagi con splendidi bassorilievi, tra cui quello raffigurante la caccia al cinghiale di Calidone e la bella edicola che ritrae la testa del bambino Tiberius Natronius Venustus, morto a 4 anni, 4 mesi e 10 giorni. Da non trascurare le are sepolcrali della famiglia Passiena, decorate con ricchi festoni, putti e figure alate, una delle quali è stata dedicata dal liberto Evaristo alla sua patrona, ed ex padrona, Passiena Prima da lui definita "santissima e indulgentissima verso di me e verso i suoi".
Concludendo questo excursus su un cimitero di più di 2000 anni fa, miracolosamente giunto fino a noi, penso che non si possa non desiderare di andare a visitarlo. Per gli appassionati di archeologia romana è un'esperienza che arricchisce il bagaglio culturale; per i curiosi è una "novità" ma per tutti è una grande e bellissima emozione.



Isella Pagliantini - abarcheo@inwind.it


 
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