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LETTERA DI UN AMICO

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Cari amici lettori, tra le ultime mail che mi sono arrivate, questa che riporto qui appresso mi ha particolarmente coinvolto, forse perchè mi è giunta in un momento di scoraggiamento, o, per dire meglio, di disagio morale. Ho pensato che poteva essere una buona cosa se la lettera che ha suscitato in me ottimismo, avesse potuto ispirare anche in altre persone quello stesso sentimento di sollievo e di fiducia, e perciò ho chiesto all’autore se mi autorizzava a pubblicarla. Avendo acconsentito, ecco la lettera, e mi auguro che non consideriate inutile la mia idea di farne partecipi altri. Soprattutto spero che apprezziate il contributo di Paolo all’ottimismo.

Caro Piero, effettivamente quando capita di incontrare qualcuno con cui avverti un qualcosa di comune o come dici tu un trovarsi in sintonia con certi valori (parola molto usata ma poco praticata ultimamente), beh, questo ti scalda un po' interiormente e ti dà la conferma che là fuori ci sono altre persone che non si riconoscono nel "grande fratello" ed altre amenità del genere ma che "cercano" e "si cercano" (interiormente) e si pongono su un piano diverso, sempre per citare le tue parole, non per essere snob ma perché diversi sono gli interessi e le motivazioni. Il racconto su Mario Rosati, lo avevo letto la sera stessa che me lo hai segnalato, spinto come sempre dalla curiosità e dalla novità. Vedi io vengo da una famiglia di umili origini, gente operaia, che non ha potuto studiare, illetterati quindi, però mio padre in particolare non mancava mai di leggere il suo quotidiano e, quando poteva, alcuni libri. Non mi ha mai fatto grandi discorsi, non parlava molto (un po' come me), ma aveva dei valori che mi sono stati di esempio, che mi hanno sempre guidato, e dandomi anche la possibilità di studiare ha fatto sì che potessi spostarmi ad un livello ulteriore e comunque diverso dal suo, con più possibilità e conoscenze; cosa che ho cercato, sto cercando di fare con i miei figli, spingendoli ancora oltre, sempre senza grandi discorsi ma con la semplicità dell'esempio quotidiano in modo tale che possano, non salire la scala sociale, ma crescere nella consapevolezza che onestà e correttezza devono essere i cardini di un sistema di relazione e rispetto reciproco dai quali non si può transigere. E che la curiosità è il motore del mondo, per questo ripeto loro continuamente siate curiosi ed abbiate dubbi! In tutta franchezza sono orgoglioso del lavoro fatto, coadiuvato da una persona splendida e speciale che mi è accanto da 34 anni. Sinceramente ti dico che non è stato neanche difficile. Tante volte si sente dire della fatica e della difficoltà di essere genitori. Non ce ne siamo accorti. Sarà che a volte entra in gioco anche la fortuna...non saprei. Abbiamo fatto quello che dovevamo e ci sentivamo di fare. Certo ci sono state difficoltà ma credo faccia parte del gioco. Noi ci siamo sempre stati, ed è quello che si richiede ad un genitore...esserci, essere presenti, essere sdraiati a terra per giocare, essere seduti davanti al camino a leggere libri, essere in piedi quando è il momento di riprenderli. Ci abbiamo investito molto ma pare che il ritorno ci sia. A volte presi dallo sconforto per i tempi che corrono, in certi attimi di smarrimento ci viene da pensare che probabilmente i nostri figli sono dei disadattati: non fumano, non bevono, non vanno in discoteca...sono completamente al di fuori degli standard attuali! Poi pensiamo alla loro ricchezza interiore, ci guardiamo sorridendo e pensiamo (speriamo!) che questa potrebbe essere la loro salvezza. Scusa questa lunga digressione sui miei figli, un po’ per farti capire il mio pensiero, un po’ perchè, avendoli così lontano da casa, parlarne me li fa sentire vicini ed un po’ perchè avendo appena finito di leggere il giornale l'umore mi era sceso notevolmente!! Un abbraccio da Paolo



Piero Angelucci - abarcheo@inwind.it - novembre 2010


 
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